Il centro congressi Le Serre

Un progetto high-tech ispirato dalla tradizione firmato Mario Bellini

All’interno del parco, sorge il centro congressi Le Serre, un’architettura in vetro e acciaio, progettata dall’architetto Mario Bellini, che si ispira al design delle antiche serre lariane: un perfetto equilibrio tra storia, eleganza e innovazione. L’edificio, con una superficie di oltre 10.000 mq, si compone di un padiglione circolare e tre diverse ali: Lario, Cernobbio e Regina, da cui si possono ricavare oltre 500 stand, ma anche 28 sale riunione con capienza da 50 a 1.500 posti.

Il padiglione centrale ha struttura e spazi pensati per l’organizzazione di eventi di grandi dimensioni e con un elevato numero di partecipanti (fino a 1500 persone). L’ambiente circolare è dotato di un’eccellente acustica e si adatta alla tipologia di congressi nazionali e internazionali, convention, grandi conferenze e proiezioni, ma anche spettacoli, concerti e dj set, se richiesto fino a tarda notte. Le tre ali laterali possono ospitare sale conferenze, buffet per i congressisti e salette per trattative commerciali.

Ogni ala può essere utilizzata in maniera autonoma per rispondere alle esigenze di ogni cliente in termini di spazio e servizio. Le vetrate laterali del padiglione centrale, totalmente apribili, consentono esposizioni e presentazioni anche di prodotti di notevoli dimensioni. Per consentire la perfetta visione di video, presentazioni o effetti speciali, tutte le vetrate possono essere completamente oscurate.

Servizi

Villa Erba mette a disposizione servizi di alta competenza per tutti gli aspetti legati agli allestimenti e alla logistica e anche all’intrattenimento. Ciò è possibile grazie alla ricca presenza nel territorio comasco e della Brianza di molte aziende artigianali di alto livello; grazie a una conoscenza del territorio consolidata negli anni, Villa Erba è in grado di offrire il mix perfetto di fornitori per garantire un servizio impeccabile, con un'attenta cura al dettaglio. Ogni evento è "customer's tailor made": ovvero progettato e personalizzato su misura, in accordo con le necessità e le richieste dei clienti.

La Villa antica

Dagli Erba ai Visconti, una dimora storica per eventi di prestigio

Storia, eleganza e prestigio

Villa Erba, gioiello di architettura realizzato a fine Ottocento, fu la residenza di vacanza della famiglia Erba. Qui il grande regista Luchino Visconti trascorse molte delle sue estati e gli ambienti della villa ispirarono le scenografie di alcuni suoi celebri capolavori.

Oggi la villa, con i suoi antichi affreschi, i preziosi soffitti intarsiati e le sue stanze di ispirazione manierista, è la location ideale per ospitare eventi unici.

Nella Villa antica prestigio e mondanità convivono in totale armonia: dai convegni più formali alle feste più glamour, dove la musica è garantita fino a tarda notte, grazie alla posizione lontana dai centri abitati.

Scenografie di fine Ottocento

Ogni finestra è un quadro… scorci sempre diversi, così come ogni stanza è un piccolo capolavoro. Fulcro della villa è l’atrio, spettacolare e luminoso, perfetto per aperitivi, concerti, conferenze stampa, convegni, seminari, feste e serate di gala.

Tutto attorno le sale del piano terra sono circondate da terrazze utilizzabili, insieme al suggestivo giardino a lago, per pranzi e cene en plein air. Ogni sala ha una diversa atmosfera e tutte sono personalizzabili con allestimenti ad hoc. L’intero piano terreno, con l’atrio e le 5 sale, può ospitare fino a 450 persone sedute.

Gli spazi si prestano a eventi di varie tipologie: dalla sala delle feste dove possono ballare fino a 500 persone, alla sala della lettura per una cena da 80 persone. Al primo piano, gli ambienti della zona notte sono stati riconvertiti in spazi attrezzabili come uffici di rappresentanza e sale riunioni. La villa è completa di guardaroba e di funzionali cucine.

Ricca di storia, cultura e genialità

In origine monastero, Villa Erba fu acquistata dalla famiglia Peluso, che già possedeva la confinante Villa d'Este.
La proprietà passò poi a Luigi Erba, fratello ed erede di Carlo Erba, uno dei maggiori industriali farmaceutici dell'epoca, che fece costruire una villa a rappresentanza dello status e del prestigio della famiglia.

La realizzazione fu affidata ai due architetti più in auge del momento: Angelo Savoldi e Giambattista Borsani. In quegli anni gli Erba ospitarono grandi artisti e nella villa si svolse una intensa vita culturale e mondana.

Ereditata dalla figlia Carla, che sposò a Cernobbio il duca Giuseppe Visconti di Modrone, fu la dimora nei mesi estivi del loro figlio, il regista Luchino Visconti.

Le stanze di Luchino Visconti

Nel cuore di Villa Erba è racchiuso un pezzo di storia del cinema italiano: le stanze di Luchino Visconti.
Un percorso dove rivive il profondo legame fra il regista e la villa. Qui il regista visse momenti di grande spensieratezza nelle lunghe estati della sua infanzia in compagnia dei fratelli e della madre.

Il museo è visitabile su prenotazione e può diventare un’occasione speciale da offrire ai vostri ospiti. Il vissuto più profondo del regista affiora nei suoi film. Echi, frammenti visivi, suggestioni di Villa Erba tornano ricorrenti nei diversi capolavori di Visconti: dalla sala del ballo nel Gattopardo, alla darsena nella Caduta degli Dei.

Arredi, spazi ed elementi decorativi vengono citati anche in Morte a Venezia. Nel 1972, Luchino Visconti volle ritirarsi nella Villa dove ultimò il montaggio di Ludwig, uno dei suoi più importanti capolavori.

Il Parco secolare

Centomila metri pianeggianti per un giardino all’inglese affacciato sul Lago di Como

Il Parco secolare di Villa Erba è parte viva del complesso espositivo: un ricco corredo botanico - composto da diverse specie di piante ornamentali, rare, esotiche e secolari - abbraccia l’antica Villa e le Serre. In ogni periodo dell’anno la vegetazione offre suggestivi scorci, alcuni dei quali direttamente affacciati sullo specchio d’acqua, con sfumature di colore che mutano nel corso delle stagioni.

Nella zona circostante il centro congressi Le Serre, si può ammirare l’Acero Americano (Acer negundo), introdotto in Europa nel 1688; l’Ippocastano d’India (Aesculus hippocastanum), utilizzato sia come pianta ornamentale nei viali che in gruppo, per creare fresche zone d’ombra; il cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara), nativo del versante occidentale della celebre vetta asiatica; originario degli Stati Uniti invece, il Cipresso di Lawson (Chamaecyparis lawsoniana), già utilizzato in Italia per il rimboschimento di alcune zone rurali meridionali; non manca poi il Faggio comune o Faggio occidentale (Fagus sylvatica).
Nel genere degli arbusti troviamo il Ligustro (Ligustrum japonica / Ligustrum ovalifolium) già citato da Virgilio e dal naturalista romano Gaio Plinio Secondo: il nome comune è ligustro o olivella. Poi c’è il profumo del sempreverde Osmanto odoroso (Osmanthus fragrans) che proviene da Cina e Giappone. Ma la bellezza più suggestiva appartiene sicuramente alle grandi magnolie (Magnolia grandiflora) che puntualmente donano al parco una fioritura abbondante e appariscente, con colori che variano di specie in specie.

E se la primavera è appannaggio di questi magnifici fiori, l’estate inoltrata vive dell’intenso profumo del Tiglio (Tilia), un albero originario dell’emisfero boreale il cui nome deriva dal greco ptilon (piuma) per la forma della foglia che facilita la diffusione eolica dei frutti. Un altro importante ruolo ornamentale è affidato al Salice piangente (Salix babylonica), con il suo particolare portamento. Fra i protagonisti del parco secolare non possiamo poi dimenticare la Quercia spagnola palude (Quercus palustris), che ben tollera l’inquinamento e si trapianta facilmente: un albero forte, come da metafora.
Data la vicinanza del bacino lacustre, trova terreno ideale il Cipresso delle paludi o Cipresso calvo o anche Tassodio (Taxodium distichum), una conifera d’acqua originaria degli Stati Uniti adatta ai luoghi umidi e frequentemente allagati. Intorno alle aiuole e nei camminamenti troviamo infine il Tasso (Taxus baccata), trattato secondo le regole dell’arte topiaria, ovvero con una potatura geometrica e ornamentale.

Accanto alla Villa antica, oltre ad alcuni esemplari già citati, ecco l’Acero Palmato (Acer palmatum), comunemente chiamato acero giapponese, originario dell'estremo oriente (Giappone, Korea, Taiwan e Cina), con foglie dalle numerose gradazioni di colore dal porpora al verde.
Fra le specie più esotiche, bellissimi esemplari di Celtis occidentalis, comunemente noto come il hackberry comune, nettletree, sugarberry, castoro… un grande albero originario del Nord America. Non mancano poi gli alberi da frutto come il Loto o albero di Sant’Andrea (Diospyros lotus), che produce bacche sferiche di circa 2-3 centimetri di diametro.
Il Ginkgo biloba invece è un albero antichissimo le cui origini risalgono a 250 milioni di anni fa e per questo è considerato alla stregua di un fossile vivente, unica specie sopravvissuta della famiglia Ginkgoaceae.

A testimonianza della grande varietà di specie e ordini, ecco L'Agrifoglio (Ilex aquifolium) detto anche Aquifoglio, Alloro spinoso e Pungitopo maggiore; le foglie sono di colore verde scuro lucente, decorative, con varietà di bianco, crema o giallo variegato, e frutti che offrono un contrasto decorativo. Negli arbusti troviamo il Mirto crespo (Lagerstroemia indica), un piccolo albero originario della Cina sudorientale ma presente allo stato spontaneo anche a Giava, nel Laos, in Thailandia, in Vietnam e in Cambogia. Il fascino dell’esotico, fra Settecento e Ottocento, è più che mai presente nelle dimore signorili, e un Parco ricco di specie provenienti da terre lontane esprime l’interesse, anche culturale, per i nuovi mondi.

C’è poi l’alloro, (Laurus nobilis) celeberrima pianta aromatica e officinale, metafora di onore e nobiltà, che con un’attenta potatura cresce in perfetta armonia con tutti gli elementi del paesaggio.
Chiudiamo con due specie particolarmente legate al nostro territorio: l'Abete rosso (Picea excels), un albero della famiglia delle Pinaceae diffuso sulle Alpi e in tutta Europa che, con il suo tronco dritto e la chioma conica, può raggiungere un’altezza di quaranta metri; infine il Pioppo tremulo (Populus tremula), una struttura robusta che può arrivare fino a tre/quattro metri di diametro, per un’altezza di 25 metri.

Il Galoppatoio

Spazio verde per allestimenti, logistica e grandi concerti

Il Galoppatoio è un’ampia area verde pianeggiante e recintata. Lo spazio aperto - che si trova all’interno del parco con accesso dalla strada e si protende verso il lago - può essere allestito con strutture provvisorie e infrastrutture adatte a ospitare eventi, concerti e manifestazioni sportive, culturali e commerciali.
L’area può essere utilizzata indipendentemente dal polo espositivo e dalla Villa antica, oppure contemporaneamente ad altri eventi, per ampliare la fruibilità e lo spazio per il parcheggio.
Sono presenti due Elisuperfici che permettono l'accesso all'area anche per elicotteri.

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